In questo articolo voglio raccontarti la mia recente visita alla bottega/laboratorio del maestro Ferdinando Codognotto e del perché mi sono follemente innamorata delle sue sculture in legno!
- La storia del mago delle sculture in legno
- 3 ragioni per cui queste culture in legno ti conquisteranno
- 1. Le sue sculture in legno sono davvero speciali!
- 2. La fantastica storia del maestro
- 3. Le sculture in legno come racconto (e come esperienza)
- Dove vederle (mostre e fondazione)
- Passare dalla bottega significa aiutare un laboratorio a restare vivo
- Considerazioni finali (personali)

Entrare nella bottega del maestro è come aprire una valigia di ricordi che profumano di segatura. Cammino piano — perché in fondo sono in un luogo dove ogni gesto conta — e mi rendo subito conto di trovarmi di fronte a qualcosa di straordinario. Non sto parlando solo di oggetti: le sculture in legno del maestro sono creature che convivono con lo spazio, che ti parlano, che ti costringono a fermarti.
La storia del mago delle sculture in legno
Ferdinando Codognotto è nato a San Donà di Piave nel 1940 e si è formato alla Scuola d’Arte di Venezia; da giovanissimo si è trasferito a Roma dove ha aperto il suo laboratorio/atelier in Via dei Pianellari 14, un indirizzo che ormai è quasi una leggenda per chi ama il lavoro manuale e l’arte del legno.

Qui, tra utensili e pezzi di legno disposti come se fossero incontri casuali, ho imparato tre cose fondamentali sulle sculture in legno: la prima è che la materia ti racconta quello che vuole diventare; la seconda è che la tecnica serve a liberare la forma, non a imprigionarla; la terza è che la pazienza e il gioco sono ingredienti insostituibili.
3 ragioni per cui queste culture in legno ti conquisteranno
1. Le sue sculture in legno sono davvero speciali!
Le sculture in legno che vedi esposte (alcune imponenti, altre piccole ma con carattere) nascono spesso da grandi pezzi di legno di cirmolo o pino montano, e vengono lavorate con una tecnica che mescola la sega a nastro per le forme generali e il taglio manuale per i dettagli. Ho potuto vedere con i miei occhi opere che sembrano quasi meccanismi — cavalli astratti, ruote solari, fiori con parti mobili — e capire che la forza di queste sculture in legno è la loro capacità di unire monumentalità e leggerezza.

2. La fantastica storia del maestro
Raccontare le sculture in legno di Codognotto senza parlare di lui è impossibile. Il maestro ha decenni di esperienza, e la sua pratica è una vita intera dedicata alla materia: dalla formazione veneziana fino agli anni a Roma, ogni fase ha aggiunto un tassello alla sua poetica. La sua bottega-galleria, vicino a Piazza Navona, è un vero scrigno dove passato e presente dialogano: tavole antiche affiancate a lavori recenti, schizzi appesi accanto a opere già finite.

3. Le sculture in legno come racconto (e come esperienza)
Non è banale dire che le sculture in legno di Codognotto raccontano storie. Ogni intaglio sembra rimandare a un ricordo di campagna, a un gioco d’infanzia, a un’immagine rubata ai giardini di casa. Mentre osservavo le sue opere, avevo la sensazione che il pezzo sia stato progettato per invitarti a toccare con lo sguardo, a leggere le venature, a capire dove la mano dell’uomo ha incontrato la volontà della materia. Questo è il vero potere delle sculture in legno: trasformare l’osservazione in relazione.

Dove vederle (mostre e fondazione)
Negli ultimi anni le opere di Codognotto sono state oggetto di mostre importanti: ad esempio una grande esposizione a Sutri (Palazzo Doebbing) che ha raccolto opere realizzate in diversi momenti della sua carriera, incluse alcune sculture monumentali in cirmolo della Val di Fiemme. Se vuoi avere un colpo d’occhio sulla sua produzione, cercare le mostre è il primo passo; se invece vuoi l’esperienza completa, l’appuntamento è alla fondazione (vicino al laboratorio).

Il laboratorio si trova in Via dei Pianellari 14, nel centro di Roma, a pochi passi dalle piazze che conosciamo tutti. L’indirizzo è noto e consultabile su elenchi locali e sul sito del maestro: è un piccolo punto di riferimento per chi ama le sculture in legno e l’artigianato d’autore.
Passare dalla bottega significa aiutare un laboratorio a restare vivo
Questo è un punto che tengo molto a sottolineare: visitare il laboratorio o la fondazione rappresenta un gesto concreto a sostegno di un mestiere. Mantenere vive queste realtà significa permettere ai maestri di continuare a sperimentare, di formare nuove mani e di tenere accesa una tradizione che rischia l’estinzione nelle grandi città.

Negli ultimi tempi si è parlato molto del rischio che laboratori storici come questo possano chiudere o ridimensionare la loro attività; per questo, una visita, una condivisione sui social, ma anche una piccola firma, possono fare la differenza. Il laboratorio rischia infatti di perdere la sua sede storica per mancanza di rinnovo del contratto di locazione. A suo sostegno ha preso avvio una petizione su Change.org (ti lascio qui il LINK) dove chiunque può firmare per aiutare a preservare questo laboratorio d’arte unico.

Considerazioni finali (personali)
Scrivere di sculture in legno dopo averle toccate con lo sguardo è un privilegio. Per me, che viaggio cercando luoghi autentici e mani che costruiscono meraviglie, il laboratorio di Ferdinando Codognotto è stata una di quelle scoperte che trasformano una mattinata qualsiasi in qualcosa da ricordare. Uscire da lì con la testa piena di immagini, il telefono pieno di fotografie e la voglia di raccontare è la prova che l’arte artigiana continua a parlare, e che le sculture in legno hanno ancora moltissimo da dirci.

Ti lascio il sito ufficiale del maestro Codognotto se ti ho incuriosito e vuoi conoscere tutta la sua storia (LINK).

